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In uno dei miei recenti blog in inglese ho spiegato che mi stavo dedicando a scrivere dei libri di cucina italiana. Questi rappresentano una dipartita dal mio solito genere ‘rosa’, e diciamo che sono solo una distrazione temporanea. Un po’ come un piccolo esperimento che voglio fare, e poi voglio tornare a scrivere le mie storie, anche perché i miei personaggi mi stanno perseguitando…

I libri di cucina italiana saranno solo in inglese. Io non sono una cuoca professionista, ma una persona normale come tante che ama cucinare. La mia idea è quella di raccogliere le ricette di amici e parenti in Italia e condividerle con un pubblico anglofono, quindi i libri saranno solo in inglese. Questi libri di cucina saranno tre, uno dedicato ai tiramisù, uno ai sughi per pasta, e uno ai risotti. Il primo,  Tiramisu Recipes from Italian Friends and Family, è stato appena pubblicato.

Naturalmente, questo libro non esisterebbe se i miei parenti e amici italiani non avessero dato il contributo con le loro deliziose ricette. Ce ne sono ben venticinque e qui potete dare un’occhiata alle foto. Qui sotto i loro nomi. Ho incluso anche me nella lista 🙂

Giulia Beyman, Anna Maria Serra, Monica Loi, Cristina Garau, Dalia Portas, Laura Puddu, Rita Puddu, Claudia Peduzzi, Manuela Paric’, Ferruccio Munzittu, Mariangela Panu, Rita Dessì, Martina Munzittu, Maria Grazia Munzittu, Maria Antonietta Munzittu, Tiziana Munzittu, Sofia Rossiter, Severa Soddu, Brunella Formentini.

Scrivere un romanzo e scrivere un libro di cucina con immagini, dal punto di vista della formattazione e layout, presentano sfide differenti. Io sapevo fare il primo, ma avevo difficoltà  con il secondo. Avevo le immagini, avevo i testi, ma metterli insieme in modo coerente ed elegante non era una cosa facile. Sono stata molto fortunata a trovare Janet Tallon, una designer di grande talento che ha saputo non solo creare un libro professionale, ma anche una bellissima copertina e perfino l’invito al tiramisù party. Lei si merita proprio un grazie enorme.

Un’altra cosa che mi ha portato via molto tempo, è stata la conversione delle misure. Noi siamo italiani e pensiamo in grammi, no? Ma il libro era inteso per un pubblico inglese e americano, quindi dovevo tener conto del fatto che loro usano il sistema imperiale (gli inglesi) e gli americani usano le ‘cups’, quindi le dosi degli ingredienti dovevano avere le tre misure. In realtà, la questione delle conversione di misura meriterebbe un blog tutto per sé, sopratutto quella delle ‘cups’ americane. Per fortuna mi è venuta incontro Jean, una bravissima food blogger americana, sennò rischiavo davvero di strapparmi tutti i capelli.

La sfida finale è stata la creazione dell’ebook. I miei libri di narrativa li avevo formattati io, ma fare un ebook di cucina con immagini? Ci tenevo che l’ebook avesse quell’aspetto professionale che ha il cartaceo, e non avevo certo intenzione di passare ore a fare un corso per imparare come farlo. Per fortuna ho scoperto che una mia amica, Serena Zonca, faceva proprio questo come lavoro, tra le altre cose, e ho affidato a lei il compito di prendersi cura della versione digitale del libro, ed e’ perfetta. Grazie Serena.

Ci sono state anche amiche, dietro le scene, che hanno testato le varie ricette dei tiramisù. Questo e’ stato un contributo fondamentale, perché volevo vedere quanto facili fossero da eseguire. E sopratutto se a loro piacessero come piacevano a me!

Mi sento veramente fortunata ad avere avuto una squadra così valida che mi ha sostenuto in questa impresa. Penso che dovreste versare un bel bicchiere di spumante e… anzi, no! ma che dico? Col tiramisù si brinda meglio col caffé!

 

cultura inglese, Inghilterra, vivere all'estero

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Sono italiana, ma vivo in Inghilterra da vent’anni. Stefania Mattana, la mia scrittrice di gialli preferita, in occasione dei suoi trent’anni, festeggia con una serie di articoli interessanti sul suo sito, ci sono interviste a vari autori, lettori, e articoli su argomenti di tutti i tipi. Con l’occasione mi ha chiesto di scrivere un post sulle mie impressioni da cittadina straniera in Inghilterra. Cosí, ecco le mie venti osservazioni sui miei vent’anni trascorsi in Gran Bretagna. A esser sincera, non ci sono voluti vent’anni a notare tutto ciò, alcune cose le ho scoperte in venti giorni, altre in venti settimane, per alcune c’è voluto più tempo.
L’idea è quella di fare un paragone con l’Italia. Quando dico “gli inglesi fanno questo o quello…” ciò che voglio veramente dire è che gli italiani non lo fanno. Avviso: da non prendere troppo sul serio.

  1. Gli inglesi sono molto educati, dicono sempre“grazie” quando fai qualcosa per loro.
  2. Gli inglesi sono molto gentili. Dicono sempre “per favore” quando ti chiedono di fare qualcosa per loro. Qualche volta dicono “per favore” anche quando non ti stanno chiedendo niente.
  3. Gli inglesi fanno sempre la fila alla fermata dell’autobus, alla cassa al supermercato, alla banca e alla posta, al check-in all’aeroporto, o da qualsiasi parte ci siano due o più persone che aspettano qualcosa.
  4. Agli inglesi non piace mangiare cibo asciutto. Per cibo “asciutto” intendo qualsiasi pietanza che sia stata arrostita o grigliata. Se è asciutta la coprono con una cosa che si chiama salsa o “gravy”, finché ciò che una volta era asciutto ora ci sta nuotando dentro.
  5. Gli inglesi mettono il pepe su tutto quello che mangiano. Perfino la pizza.
  6. Gli inglesi bevono il tè, gli italiani bevono il caffè. Quando gli inglesi bevono il tè, loro ci mettono il latte, mentre gli italiani ci mettono il limone.
  7. Gli inglesi hanno sempre fretta, sopratutto i londinesi. Se viaggi in metropolitana ti accorgi che tutti corrono sempre, sulle scale mobili, sui binari, attraverso i controlli dei biglietti. Non è chiaro dove tutti stiano andando.
  8. Quando si parla di sistemi di idraulica, gli inglesi hanno rinunciato alla tecnologia. Nel 50% dei bagni inglesi, i rubinetti dei lavandini non hanno i miscelatori.
  9. Vedi punto 8. Il 99% dei bagni inglesi non ha il bidè.
  10. La metà della popolazione inglese preferisce farsi il bagno, piuttosto che fare la doccia.
  11. Gli automobilisti inglesi rispettano il codice stradale. Si fermano al semaforo rosso.
  12. Gli automobilisti inglesi si fermano alle strisce pedonali, se uno cerca di attraversare la strada.
  13. Nonostante i punti  11 e 12 di cui sopra, gli inglesi guidano dalla parte sbagliata.
  14. Alcune ragazze inglesi portano i sandali in inverno quando ci sono
    solo 5C°.
  15. Alcuni uomini inglesi portano i sandali e calzini d’estate nelle rarissime occasioni in cui la temperatura raggiunge i 27C°.
  16. Agli inglesi non piace lamentarsi. La bistecca non sarà stata di loro gradimento, ma se il cameriere gli chiede “tutto a posto?” loro risponderanno sempre “ottimo, grazie.”
  17. Gli inglesi sono puntuali. Tendono a rispettare l’orario e le scadenze.
  18. Anche in famiglia sono abbastanza severi con gli orari. I bambini vanno a letto di solito alle 19:00, e si svegliano molto presto la mattina. Problematico nei fine settimana.
  19. Gli inglesi amano leggere. Lo fanno dappertutto: al parco, nei trasporti pubblici, alle lavanderie, mentre aspettano dal medico. Ho visto perfino uno che leggeva mentre camminava, una volta.
  20. Gli inglesi amano gli animali. Li amano cosí tanto, che è risaputo che alcuni di loro lasciano perfino l’eredità ai loro cani e gatti, piuttosto che ai loro parenti più stretti.

Queste sono solo generalizzazioni, e come tali, non vanno prese troppo sul serio.

Vi  è capitato di notare qualche differenza fra la vostra cultura e quella inglese?

 

Immagine di imgfave

bambini, bugie

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Pinocchio è un personaggio favoloso. Mi piace perché è birichino, ma allo stesso tempo ha un cuore buono. Che peccato che il suo naso debba crescere ogni volta che dice una bugia. Questo piccolo dettaglio affascina la mia bambina di quattro anni e mezzo, Sofia. Alcuni giorni fa leggevamo insieme il libro di Pinocchio, e abbiamo avuto questa conversazione:

M: perché cresce il naso di Pinocchio?
S: perché ha detto una bugia.
M: che bugia ha detto?
S: ha detto “bugia”.
In quel momento ho capito.
M: che cos’è una bugia?
Sofia mi ha sorriso come se avessi fatto una domanda stupida.
Ho pensato che fosse importante spiegarle cosa fosse una bugia, dopotutto la misura del naso di Pinocchio dipendeva da questo.
M: di che colore è il tuo pigiama?
S: è bianco
M: ora, se io dicessi che il tuo pigiama è giallo, quella sarebbe una bugia.
S: ma non è giallo! È bianco!
M: cos’hai mangiato a cena stasera?
S: la pasta.
M: se dicessi che hai mangiato le patatine fritte, quella sarebbe una bugia.
S: posso avere le patatine domani a cena?
No, non stava funzionando. Dovevo provare qualcos’altro.
M: Ieri ho trovato dei cereali incastrati tra i cuscini del divano. Chi li ha ficcati lì dentro?Sofia ha sollevato lo sguardo. Ero sicura che avrebbe dato la colpa a uno dei suoi pupazzi. Invece ha alzato la mano.
S: Sono stata io!
Mi è cascato il mento. Dovevo trovare qualcosa di più serio.
M: Ho notato che qualcuno ha pasticciato il muro della cucina coi pennarelli. Chi mai sarà stato?
Reato punibile con sospensione di cioccolata e caramelle. Di sicuro nessun bambino lo avrebbe ammesso.
S: Lo ha fatto Sofia!
Ho scosso il capo, incredula.

Mia figlia non sa dire le bugie. Non perché sia virtuosa (vedi cereali incastrati e muri pasticciati) ma perché non ha ancora capito il concetto. Questo accade di sicuro anche agli altri bimbi della sua età?

Mi viene da chiedermi come, perché e quando impariamo a mentire. Perché anche se cerchiamo di non farlo, spesso inganniamo noi stessi a volte, non credete?

mistero, sito web, Wordpress

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Ogni tanto vi capitano delle cose strane?

La scorsa settimana nel mio sito web si sono verificati dei piccoli problemi inspiegabili. Penso che chiunque lavori in un ufficio, o abbia un sito, blog, o usi i computer, prima o poi si trovi di a gestire qualche grattacapo.  Fa parte della vita.

Tra lunedì e venerdì della scorsa settimana, cioé in soli cinque giorni, sono capitate queste tre cose al mio sito:

1)      I campi per iscriversi alla mia newsletter sono spariti.
All’inizio ho pensato che fosse colpa mia, visto che avevo in precedenza cambiato alcune parole nella descrizione. Non ci potevo credere, tutte quelle persone che facevano la fila per iscriversi alla mia newsletter, come avrebbero fatto ora? Così ho mandato un email all’esperto che mi aiuta con queste cose tecniche. Tre ore dopo, mi ha scritto un email di risposta chiedendomi se avessi risolto il problema da sola. Sono andata a controllare il mio sito e ho visto che i campi per registrarsi alla newsletter erano ricomparsi. Non avevo toccato niente. Praticamente si era guastato e aggiustato da solo.

2)      La copertina del mio nuovo libro, Il Rifugio dei Cuori Infranti 1, è sparita dal mio sito.
Considerato che questo è il mio ultimo libro, la cosa mi ha dato un po’ noia; e poi com’è che c’era il 2 gennaio e ha deciso di svanire due giorni dopo?
Ebbene, ho poi scoperto, dopo attente indagini (e qui mi sono messa nei panni di Marlowe, giusto per essere solidale coi miei personaggi), che questa copertina è solo visibile con Google Chrome e le versioni più recenti di Internet Explorer. Non sembra che le altre copertine abbiano problemi ad essere visibili in qualsiasi browser, ma solo questa. Provate a spiegarmi il perché!

3)      Giusto per restare in tema di copertine, ho anche scoperto che per quanto riguarda il mio primo libro, Un Patto con una Sconosciuta, nella pagina in italiano si vedeva la copertina inglese di questo libro. Io sono sicura che non ho mai caricato la copertina inglese nella pagina in italiano, la roba italiana va nelle pagine in italiano, la roba inglese va nelle pagine inglesi, altrimenti perché ci ho messo le bandierine là sopra?

Mi sono chiesta come mai sono capitate queste cose. Come sapete ho una figlia di quattro anni, Sofia. A lei piacciono i computer, i gadget e tutte quelle cose che hanno pulsanti. Possiede due portatili giocattolo (grazie ai suoi generosi zii) e anche un tablet (grazie ai nonni). Il suo ultimo tablet è un sogno: super colorato, ha le principesse e le fatine, ci puoi fare i video e le foto, ci puoi disegnare e fare i videogiochi. Sono gelosa perché io non possiedo gadget di questo tipo.  Il mio portatile, al confronto, è noioso; è nero coi bordi rossi, quello è il massimo del colore. Il video più entusiasmante che ho guardato è di un tipo in abito scuro che parla di marketing. Nonostante tutto, Sofia è attratta dal mio laptop. Quando sono distratta, ci si fionda. In genere blocco lo schermo, ma lei batte sui tasti combinazioni infinite finché non riesce a inchiodarlo. Se, malauguratamente, dimentico di bloccarlo (come capita quando butti gli spaghetti), lei riesce in quell’istante a spostarti tutte le icone sullo schermo e ad attivare comandi di cui non conoscevi neanche l’esistenza.

Quindi mi chiedevo: potrebbe essere stata lei a creare quei casini al mio sito la scorsa settimana? Mmhhh… per prima cosa, Sofia non ha il login e password. Secondo, conosce le lettere dell’alfabeto ma non sa scrivere o leggere; riuscire a gestire i comandi di un sito WordPress potrebbe essere un po’ al di fuori delle sue capacità. OK allora. Chi è il responsabile?  Visto che di sparizioni si tratta (campi per il newsletter sign up, copertine invisibili) e qui in casa svaniscono anche altre cose – tipo i calzini dalla lavatrice, i cucchiaiani dal cassetto, non potrebbe trattarsi di un’ unica, come potremmo chiamarla, entità, responsabile?

Ma capitano anche a voi queste cose strane, ogni tanto?

 

photo credits: www.getting-in.com

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Lo scorso lunedì ho festeggiato il lancio della mia nuova serie Il Rifugio dei Cuori Infranti, con il primo libro, Tradimento.

Come ho menzionato nel mio ultimo blog, abbiamo fatto un party online su Facebook, in modo tale che tutte le persone vicine e lontane potessero partecipare in diversi momenti della giornata, e contribuire con commenti, condividere, ecc. Alcuni di voi però non sono su Facebook, quindi ho deciso di scrivere un riassunto e includere alcune foto per raccontare un po’ come si è svolta la giornata.

L’argomento principale della serie è quello dei cuori infranti, quindi ho organizzato una gara con tre domande relative a questo delicato argomento. Le risposte che hanno ricevuto il maggior numero di ‘mi piace’ hanno vinto un premio.

Ecco qua le domande e relative risposte vincenti.

D1a

Ferruccio ha vinto con una risposta in sardo: mottu oi scaresciu crasi – traduzione: morto oggi, dimenticato domani.

Il premio per questa domanda era questa mug (cappuccino optional)

Mug for the Broken Heart Refuge - Martina Munzittu

La seconda domanda era:

Il Rifugio dei Cuori Infranti - Martina Munzittu

Claudia ha vinto con la sua risposta: Non intendo “celebrare” gesti romantici compiuti da chi poi mi ha spezzato il cuore. Il mio attuale fidanzato magari non è tanto romantico, però … resiste.

Il premio per questa risposta era:

Penna, Il Rifugio dei Cuori Infranti - Martina Munzittu

L’ultima domanda era

D3a

Martina ha vinto con la sua risposta: Aspettare.. Solo il tempo guarisce le ferite…

Il premio per questa risposta era una copia autografata del mio libro.

Ci siamo divertiti parecchio durante la festa, ci sono stati molti commenti interessanti, e anche qualche storia toccante. Se avete un account su Facebook potete curiosare qua.

Per finire, non dimentichiamoci che a casa di Nonna Pina non manca mai la torta o il tè. Siccome io ci tengo a tutti voi che siete lontani, ho pensato di gustarmi una fetta anche da parte vostra. Mi auguro che il successo della mia serie duri ben più a lungo della mia torta.

Torta - Il Rifugio dei Cuori Infranti - Martina Munzittu