Martina Munzittu - Scrittrice di Romanzi Rosa

Prima di iniziare a scrivere, ero un’avida lettrice. I romanzi rosa, tuttavia, non sono il primo genere a cui mi sono interessata. Da bambina mi piacevano le favole classiche, anche se si potrebbe dire che Cenerentola e Biancaneve sono fondamentalmente delle storie romantiche. Ogni tanto provavo qualcosa di diverso e mi tuffavo dentro le fiabe di Hansel e Gretel, Barbablù o Cappuccetto Rosso, giusto per provare il brivido di una nottata in bianco a occhi spalancati.

Da adolescente ho iniziato a leggere libri d’avventura, finché un’amica non mi ha prestato il mio primo romanzo rosa – che su di me ha avuto l’effetto di una droga. Sono trascorsi molti anni da allora, e centinaia di libri d’amore sono stati tenuti tra le mie mani. Ciò non significa che disdegni altri generi, anzi, mi diverte leggere thriller, gialli, mystery e perfino libri di fantascienza.

Negli ultimi anni ho deciso di provare a scrivere libri, non solo a leggerli. Non ho fatto una scelta precisa di scrivere romanzi rosa, voglio semplicemente raccontare una storia. Il mio primo libro, Un Patto con una Sconosciuta, è a tema romantico, ma con un tocco di mistero e surrealismo.

Sono italiana, nata e cresciuta in Sardegna. Mi sono trasferita in Inghilterra nel 1996 e vivo nella zona di Cambridge. Mio marito è inglese e abbiamo una bambina. Ho trascorso metà della mia vita in Italia e l’altra metà in Inghilterra, quindi mi sento un po’ un ibrido, una specie di 50/50. Mi auguro di aver mantenuto le qualità migliori degli italiani e di aver acquisito quelle migliori degli inglesi. Ma chi può dirlo? E se fosse vero il contrario?

Credo che l’aver vissuto in due Paesi diversi mi abbia fatto sviluppare una prospettiva differente su molte cose; cerco di portare questa esperienza nelle mie storie e nei miei personaggi. Il mondo in cui viviamo può essere duro a volte, quindi ho la tendenza a scrivere romanzi feel-good nella speranza di far sorridere i miei lettori. Spoiler alert: i miei libri avranno sempre un lieto fine! Se i miei lettori devono proprio piangere, ci deve essere un buon motivo, magari per empatia verso quel personaggio, ma non perché sono stata io a farli star male.

Tornando al perché scrivo romanzi rosa: credo che una storia d’amore a lieto fine possa avere quasi un effetto magico, come una sensazione scalda-cuore. Può strapparti un sorriso e farti star bene. È una sfida non da poco per qualunque scrittore, potrò farcela? Sarete voi lettori a decidere.